lunedì 16 aprile 2012

Discriminata al lavoro perchè madre. Leggete.

Ciao Bellezze!!! E' da parecchio che non aggiornavo dopo il primo post ma il contenuto del post precedente vale ancora,ovvero: CHIUNQUE DIVENTA AMICO DI QUESTO BLOG, PUO' PUBBLICARE L'URL DEL PROPRIO BLOG E IO LO SEGUIRO' A VICENDA.
Detto ciò, volevo pubblicare con voi un'e-mail scritta a un noto giornale femminile che è ELLE, che mi ha colpita molto e che voglio condividere con voi sperando mi diciate cosa ne pensate.

-Cara Elle, ti racconto la mia storia perchè la dice lunga su un Paese che di amare i bambini ma che invece non fa nulla per aiutare le mamme che li fanno. "Da domani, ragazze,tutte in ufficio alle 8.30!". Queste sono le parole della responsabile dello showroom (quarantenne senza figli). Noi ragazze, tutte madri, avevamo chiesto se potevamo prendere appuntamenti dalle 9 in poi dato che nessun cliente di moda che si riforniva da noi si presentava prima delle 9:30. Ma invano, dovemmo correre ai ripari chiamando costosissime baby-sitter per non essere nemmeno in tempo per accompagnare i nostri figli a scuola. Per non parlare delle rare giornate in cui a metà pomeriggio avevamo finito e pur avendo i bambini da prendere a scuola alle 4 dovevamo rimanere in ufficio fino alle. Ma le parole della direttrice erano "Dai ragazze tanto qui stiamo al caldo e ci facciamo compagnia" (donna sola e guarda caso senza figli). Poco dopo è arrivata la regola che non si poteva tenere il telefono in sala. "Ma i miei bambini sono soli a casa con la febbre e mio marito è in Germania" ho osato dire un giorno. "Pazienza, a fine vendita potrai vedere le chiamate perse. Non moriranno mica per un pò di febbre!" mi è stato risposto. Infine, come se non bastasse, è arrivata la critica al nst abbigliamento perchè con 40 gradi venivamo in gonna! "su, ragazze, penso che dobbiate vestire in modo più anonimo...compratevi alcune paia di pantaloni neri" diceva (nonostante l'aria condizionata non funzionasse nemmeno!).
Soffrire? Essere costretta a mettere pantaloni mentre sudavo senza la mia volontà? Cominciavo a chiedermi se presto saremmo dovute venire a lavorare col burqua.
Un pericoloso segnale di discriminazione che, ahimè, non è rimasto isolato. Leggo tra le righe dei giornali -Licenziata una donna a Milano. Motivazione? "così possono stare a casa a curare i bambini"-. Un'ondata sessista che ha il triste sapore di  un ritorno al Medioevo.
Io, a malincuore, ho abbandonato il mio lavoro. ora sono felicemente approdata in uno showroom dove si entra alle 9 (ma chi ha bambini può entrare 20 minuti dopo), si esce quando si ha l'ultimo appuntamento (che siano le 10 di sera o mezzogiorno), la divisa viene fornita dall'azienda (pantaloni d'inverno e gonne d'estate) e si può tenere il telefono sul tavolo, dato che ci considerano professioniste e non r-a-g-a-z-z-e. Noi siamo soddisfatte, il rendimento è alto e tutto funziona a meraviglia. E'così difficile a ver eun pò di buon senso?

Grazie per aver letto tutto il post.
Bisous.

4 commenti:

  1. Senza parole... ma almeno alla protagonista della lettera è andata bene, questa è la dimostrazione che, se ci si mette, le cose possono cambiare!
    Sara

    http://fataarancio.blogspot.com

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  2. Ciao
    mi spiace dirlo ma il sessiosmo è diventato un must nel mondo del lavoro, se sei sposata e hai intenzione poi di avere figli è meglio che tu stia a casa, perchè sei solo un conto aperto per la tua azienda. Io e altre ragazze siamo rimaste a casa dal 2009 ( mandare via me è stato facile perchè avevo un contratto a tempo determinato e mi hanno preso per il culo tutto l'anno dicendomi che ero brava e che avevano bisogno, quindi che il contratto a tempo inderminato era dietro l'angolo invece hanno deciso di darci il ben servito) le altre due avevano un contratto indeterminato e per cause finanziarie hanno deciso di mandarle via. Da allora ho iniziato a lavarare in un altro campo perchè ho avuto la possibilità se no ero a casa da 3 anni....( dimenticavo ho una laurea in geologia e master in gemmologia) tanto per non farmi mancare nulla.
    Dire che sono incazzata con il mondo del lavoro è un eufemismo, ho investito tanto e mi ritrovo con un pugno di mosche.
    Scusa lo sfogo ma quando leggo certe cose mi sento impotente.Ti seguo. Baci buona giornata Alex

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  3. L'avevo letta anch'io questa lettera!

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  4. Anche io ne avevo sentito parlare! :|

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